Negli ultimi mesi si parla sempre più spesso di vibe coding, un termine coniato da Andrej Karpathy (ex Tesla e OpenAI) che descrive un nuovo modo di programmare: non più riga di codice dopo riga di codice, ma istruzioni date in linguaggio naturale a un’intelligenza artificiale.
Il concetto è semplice: spieghi all’AI cosa vuoi ottenere (per esempio “creami una landing page con un form di contatto e una sezione FAQ”) e lei genera direttamente il codice. Eventuali test, correzioni e miglioramenti avvengono sempre via prompt (cioè le istruzioni che vengono date alle AI), senza dover toccare manualmente il software.
Come sempre quando si parla di intelligenze artificiali, questo approccio sta attirando curiosità ma anche tante critiche. Quel che è certo è che il vibe coding ha il potenziale per cambiare il mondo del web.
Il vibe coding non elimina il codice, ma lo rende “invisibile”.
Cosa significa tutto questo? Significa che chi lavora nel digital marketing può contare su strumenti in grado di trasformare un’idea in un prototipo funzionante in tempi rapidissimi. Non è più necessario conoscere i linguaggi di programmazione: bastano creatività e chiarezza negli obiettivi.
Noi di Made In Magic, web agency Milano, non abbiamo resistito e abbiamo provato a lavorare un po’ di codice. O meglio, abbiamo chiesto a ChatGPT di lavorare un po’ di codice per noi.
Si parte da un prompt, cioè indicazioni chiare e scritte su ciò che desideriamo ottenere. In questo momento non serve essere programmatori, ma solo saper usare l’italiano e spiegarsi al meglio con l’intelligenza artificiale. Per esempio abbiamo chiesto di creare una landing page (pagina di atterraggio) di prova con un testo fittizio relativo il vibe coding.
Dopo qualche istante, ChatGPT ha iniziato a scrivere il codice sotto i nostri occhi e a proporci il risultato in perfetto stile WYSIWYG (What You See Is What You Get, cioè “Ciò che vedi è ciò che ottieni”). Ammettiamolo: la prima bozza di landing page ci sembrava troppo scarna e troppo semplice. Era tempo di renderla più “nostra”!
Abbiamo quindi chiesto a ChatGPT, Chatty per gli amici, di utilizzare i colori aziendali in particolare il nostro azzurro Tiffany e il giallo presente nel logo. Abbiamo anche chiesto di inserire alcuni dei nostri servizi e un footer fittizio nel quale ritrovare tutti i nostri recapiti. A questo, ovviamente, si aggiungevano un po’ di pulsanti per spingere gli utenti all’azione, cioè a contattarci.
Volendo avremmo potuto fare molto di più, per esempio inserire uno sfondo, delle immagini o collegare veramente i pulsanti ai nostri recapiti: insomma, potevamo continuare con la personalizzazione! Ma non era questo il nostro scopo: volevamo toccare con mano e in prima persona le enormi possibilità del vibe coding, testarlo e vedere fino a che punto potesse spingersi.
Il risultato, non ottimizzato alla perfezione per nostra scelta, lo puoi vedere nelle immagini qui presenti, così come puoi vedere tutto il codice che si nasconde dietro questa landing page, un codice generato da un’intelligenza artificiale in una manciata di secondi.
Mettiamo per un attimo da parte lo stupore e l’emozione che abbiamo vissuto, a causa del nostro lato nerd, nel vedere l’intelligenza artificiale compilare un codice di programmazione con semplici istruzioni testuali in italiano, e pensiamo ai pro e contro di questa innovazione.
Ormai lo sappiamo, ogni innovazione, ogni novità e ogni cambiamento porta con sé vantaggi e svantaggi, pregi e difetti, tutti aspetti che devono essere accuratamente valutati, ed è esattamente ciò che intendiamo fare adesso.
L’aspetto più interessante di questo nuovo modo di programmare è la sua velocità. In poche ore è possibile realizzare landing page, micro siti e prototipi che, prima, richiedevano giorni o settimane di lavoro.
Per le aziende tutto questo si traduce in campagne più agili, test di mercato immediati e possibilità di reagire a trend e stagionalità molto più velocemente.
Per i piccoli brand e, in generale, le piccole realtà vuol dire avere accesso a strumenti che prima erano riservati solo a coloro che potevano permettersi di investire elevati budget nel marketing.
Come abbiamo abbiamo avuto modo di testare noi di Made in Magic, vi è un’ampia possibilità di personalizzare il risultato fornendo feedback sempre più precisi all’AI.
Si vuole inserire una sezione temporanea dedicata, per esempio, a sconti del Black Friday? È possibile in pochi minuti e devi solo redigere un prompt dettagliato. Così facendo non solo si personalizza un sito internet, ma si adattano UX (User Experience) e contenuti in tempo reale assecondando le esigenze del pubblico.
Ma ecco un primo rischio. Se tutti utilizzano prompt e modelli diffusi, non c’è forse il rischio che molti siti arrivino ad assomigliarsi? Il rischio si amplifica se la gestione del sito e dei prompt viene fatto a livello amatoriale e non vi è una chiara strategia di brand identity a guidare l’intero processo. Ecco che, ancora una volta, l’aspetto umano non può essere completamente rimosso o sostituito.
Il codice di programmazione che viene generato dall’AI è di certo funzionale, ma non sempre è ottimizzato. Ed ecco che entrano in gioco una serie di sfide e problemi inerenti l’ottimizzazione SEO.
Il rischio principale è quello di avere pagine lente o pesanti che andranno a penalizzare i Core Web Vitals. Inoltre l’accessibilità e la struttura del sito potrebbero discostarsi dagli standard imposti da Google, anche qui rischiando severe penalizzazioni.
Ulteriore conferma che i professionisti SEO e i web developer non diventano figure superflue, ma dovranno supervisionare e finire quanto proposto dalle AI per garantire qualità e risultati nel lungo periodo. Possiamo sicuramente chiedere alle AI di prestare attenzione al lato SEO, ma il loro lavoro dovrà comunque essere supervisionato e rifinito: l’essere umano batte ancora le macchine!
Desideri integrare in modo rapido elementi dinamici come calcolatori online, chatbot e quiz? Con il vibe coding fai tutto molto velocemente! Prima serviva tempo e, di norma, anche budget extra, mentre adesso si tratta di modifiche o implementazioni veloci e semplici da eseguire.
Questo vuol dire avere a disposizione nuovi strumenti di engagement per catturare l’attenzione e generare, si spera, conversioni.
Passiamo adesso ad un aspetto che è solo problematico ed è un tema molto sentito: la sicurezza. Il codice creato dall’AI può infatti nascondere delle vulnerabilità che, se non correttamente identificate e corrette, potrebbero essere la porta di ingresso per attacchi hacker.
Un sito generato e messo online senza alcuna supervisione e alcun controllo può diventare ben presto un bersaglio facile per attacchi informatici o bug. Ecco perché non si deve dare per scontato che il codice sia sicuro, ma si devono sempre attuare manutenzione tecnica e monitoraggio costante.
Il vibe coding è quindi un problema o una risorsa? Forse è ancora presto per dirlo, ma abbiamo già alcune certezze.
Anzitutto le figure professionali (sviluppatori e marketer) e l’elemento umano non verranno rimpiazzati, ma vedranno i loro ruoli ridefiniti. Ricordiamoci infatti che alcune abilità sono ancora prettamente umane, come detto nell’articolo dedicato all’AI Advertising!
Magari si scriverà un po’ meno codice, ma ci lasceremo guidare maggiormente dalle idee vedendole realizzate nel giro di poche ore, così da capire se possono funzionare o meno. Strategia, personalizzazione e unicità dei progetti digitali saranno al centro di tutto e saranno capeggiati proprio dall’elemento umano, supportato dalle AI.
Il 2026 potrebbe essere l’inizio di una nuova esaltante fase: dal codice alle idee, dove il vero valore non si troverà più nel “come costruire un sito”, ma si sposterà sul perché si realizza un sito e per chi è pensato.
L’aspetto umano sarà sempre più centrale, non solo per chi lavora nel digital marketing, ma anche a vantaggio di tutti gli utenti che effettuano ricerche online ogni giorno.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Via Figino, 6
20016 Pero - Milano
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
+39 02 32932518
P.IVA: 12765440966
© 2004 - All rights reserved
Dal lunedì al venerdì
09.30 – 13.00
14.00 – 18.00
Sabato e domenica chiuso.
Si riceve solo su appuntamento.