È noto ormai da anni che la Cina è, a tutti gli effetti, patria e regina di cambiamenti ed esperimenti sociali al limite del reale: la nuova rivoluzione dei social, programmata per il non lontano 2020, prevede l’avverarsi della realtà distopica messa in luce in "Nosedive", il primo episodio della terza stagione della nota serie firmata Netflix “Black Mirror”. In breve, il Social Credit System diventerà realtà.
In questa famosa puntata di Black Mirror, che tanto ha fatto colpo sul suo affezionato pubblico, ambientata in un futuro dove le classi sociali non sono più determinate dal reddito, ma dalla popolarità e dall’approvazione altrui, ogni cittadino è iscritto a un particolare social network in cui è possibile attribuire un voto in stelline al profilo degli altri utenti, così da influenzarne la media virtuale con importanti risvolti sulla vita reale quotidiana.

L’episodio in questione, Nosedive, mette in luce argomenti come l'ansia sociale, l'atelofobia, la mancata autostima e il continuo bisogno di apparire secondo una “normalità” ben precisa dettata dall’imitazione di persone di alto rango sociale: questi sono solo alcuni dei temi poco discussi, occultati e negati da chi ne soffre e taciuti da chi non ha il coraggio di fronteggiarli.
I social sono da sempre una maschera che ognuno di noi usa per apparire agli altri, sono infatti utilizzati sia per apparire come si è realmente che per fingersi completamente diversi dalla propria realtà arrivando addirittura a creare veri e propri profili o pagine per fingersi tutt’altra persona.
Ci sono diverse scuole di pensiero sui social, le quali mettono in evidenza sia i lati positivi, che quelli negativi relativi al loro uso quotidiano, oltre alle ripercussioni a lungo termine e ai danni che stanno causando alla società, portando le persone a una evoluzione determinata non più dai propri desideri e ambizioni, ma da ciò che “gli altri” pensano: qualunque cosa, insomma, pur di ottenere il loro favore e la loro approvazione.
Di persone come Lacie, protagonista della puntata di Black Mirror, ne esistono più di quante si possa immaginare: fa di tutto per piacere a chi la circonda, finendo per mascherarsi di continuo per apparire totalmente distante da ciò che in realtà lei è, e nasconde.
Vuole essere all’altezza di ciò che la società impone, indossa solo vestiti della stessa tonalità di rosa apparendo perfetta agli occhi di tutti, cambia in continuazione la sua risata per piacere di più e cerca di fare in modo che la sua vita possa sembrare perfetta sotto ogni punto di vista agli occhi di chi la circonda.
Lacie si ritrova quotidianamente a fronteggiare problematiche personali come la sua continua insicurezza di non essere all'altezza del giudizio degli altri, la costante lotta con se stessa nel non riuscire a migliorarsi e uniformarsi agli standard: teme di poter esplodere e far uscire la vera sé, perdendo tutti i punti del suo ranking.
In occasione del matrimonio della sua “cara amica” Naomi, ragazza dalla quale Lacie veniva bullizzata fin da piccola, la protagonista si ritrova ad essere invitata come damigella d’onore della sposa in qualità di “carissima amica di vecchia data”.
La protagonista inizia quindi a preparare il discorso, così da risultare impeccabile e affettivamente legata alla sposa senza destare alcun tipo di sospetto; si mette in viaggio per raggiungere la location del matrimonio, ma non riesce a prendere l'aereo e inizia un'odissea per arrivare a destinazione, durante la quale, di vicissitudine in vicissitudine, inizia a perdere sempre più punti, ed entrando così in crisi.
Finisce quindi con l’essere giudicata negativamente come ‘diversa’ e arriva a perdere tutti i punti guadagnati faticosamente negli anni.
Viene dunque punita per esser stata se stessa, viene privata di tutto ciò che aveva e viene chiusa in una cella antisettica a ragionare sull'errore di essersi ribellata alle regole imposte dalla società in cui vive: dopo una vita passata ad indossare sempre le stesse maschere per risultare una persona “normale”, finisce per non essere accettata e si ritrova quindi di fronte al suo vuoto interiore.
Purtroppo la realtà di Lacie sarà la realtà di molte persone in Cina dal momento che la nuova rivoluzione dei social, il Social Credit System, prevista dal sistema nazionale del Paese per il prossimo 2020, sarà incentrata su un sistema di rating molto vicino alla realtà apparentemente atipica mostrataci da Black Mirror.
Con questo nuovo sistema, la Cina punta a creare una vera e propria cultura legata alla "sincerità" del cittadino, così da offrire agevolazioni a chi se lo merita e punire chi invece non merita ciò che vorrebbe: un vero e proprio regime basato solo sui numeri anziché sulla persona, che andrà a creare inevitabilmente una classificazione in caste ben distinte e determinate da numeri e reputazioni comuni.
Il Social Credit System si baserà sulle attività online: un sistema di rating che, giorno dopo giorno, traccia, cataloga e quindi assegna un voto a tutti i cittadini e alle entità collettive cinesi, come le imprese.
I due principali protagonisti che gestiranno il Social Credit System sono WeChat (app di instant messaging con oltre 895 milioni di utenti attivi in Cina) attraverso China Rapid Finance, uno dei partner e sviluppatore dell’app, e Alibaba, attraverso Sesame Credit di Ant Financial Service Group, azienda che gestisce Alipay: due colossi presenti non solo in Cina, ma in tutti mercati internazionali.
Il sistema genererà un rating compreso tra 350 e 950 punti basandosi su cinque fattori (Alibaba non ha ancora divulgato l’algoritmo preciso, ma solo dato le linee guida che verranno utilizzate per la valutazione personale):

Attualmente la partecipazione al programma è volontaria, ma dal 2020 il Social Credit System (SCS) sarà obbligatorio per tutti i cinesi (oltre 1.3 miliardi di persone) e al sistema saranno sottoposte anche tutte le aziende e le persone, che siano d’accordo o meno.
Ciò che già ha spinto molti cinesi ad iscriversi al servizio volontariamente sono sicuramente i privilegi, ottenibili con un buon punteggio del Social Credit System: buoni spesa, noleggio auto senza necessità di deposito, prestiti agevolati e molti altri analoghi vantaggi. Di contro, chi ha un punteggio basso va incontro a degli svantaggi, come problemi nell’accesso ai crediti, o la diminuzione della velocità di connessione.
Mentre questa macchina dal grande controllo viene avviata ufficialmente dalla politica cinese, il tema del controllo tiene banco anche in Occidente. Lo scrittone statunitense Kevin Kelly, nel suo “The Inevitable”, sottolinea in maniera chiara questo momento cruciale e suggerisce uno spunto di riflessione ancora più ampio: bisogna valutare se optare per una sorveglianza a senso unico, o per un meccanismo che conduca alla reciprocità tra controllori e controllati.
"La vita diventerà un concorso di popolarità senza fine, con tutti noi a concorrere per il voto più alto, quello che solo pochi possono raggiungere."
Il Social Credit System potrebbe viziare le relazioni socialie far apparire, dall’altro lato, un mercato nero della reputazione online, per far aumentare i punteggi come succede adesso con la vendita di like e follower, ma con potenziali ripercussioni ancor peggiori.
La versione ufficiale dell’implementazione del Social Credit System è che il sistema “incentiverà una cultura della sincerità, rafforzerà la sincerità negli affari governativi, quella commerciale, sociale e la costruzione della credibilità giudiziaria”.
La verità è che il Social Credit System appare da subito come uno strumento legalizzato per abbattere ogni confine privato del cittadino.
Crediti illustrazione: Kevin Hong
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