C’è stato un tempo in cui scrivere contenuti significava “scegliere le keyword giuste”. Tutto iniziava sempre e solo con quella fatidica scelta, una selezione spesso lunga, complicata e che richiedeva tanti ragionamenti. E per cosa? Per piacere a Google o meglio, all’algoritmo di Google. Tutto vorticava attorno a questo motore di ricerca e a ciò che lui amava.
Non era sbagliato, ma era giusto per quei tempi. Anche noi di Made In Magic, web agency a Milano, lavoravamo in questo modo. Ma i tempi cambiano ed è giusto cambiare con essi.
Ecco quindi che abbiamo iniziato a parlare di linguaggio naturale, contesto semantico, autorevolezza… questa è l’era dei motori generativi, delle AI e dell’evoluzione della SEO.
Oggi c’è un ulteriore passo da fare: scrivere contenuti pensando alle domande, non solo agli argomenti.
È da qui che nasce il concetto di prompt-oriented content, uno degli elementi chiave della Generative Engine Optimization (GEO).
Quando un utente usa un motore generativo come ChatGPT, Gemini o Perplexity, non sta “cercando” nel senso tradizionale del termine. Sta ponendo una domanda, spesso molto simile a come la formulerebbe a voce.
I chatbot AI non restituiscono liste di risultati: costruiscono risposte. E per costruire una risposta, hanno bisogno di contenuti che:
Un contenuto prompt-oriented nasce esattamente con questo obiettivo.
Cos’è davvero il prompt-oriented contentIl prompt-oriented content è un contenuto pensato per intercettare e soddisfare una query conversazionale. Non parte da “di cosa voglio parlare”, ma da:
“Che domanda farebbe una persona (o un’AI) su questo tema?”
È un cambio di prospettiva sottile, ma decisivo.
Non significa scrivere FAQ infinite o testi artificiosi, significa piuttosto impostare il contenuto come una risposta, anche quando la domanda non è esplicita.
I modelli linguistici lavorano per pattern di domanda-risposta. Quando analizzano i contenuti online, cercano testi che:
Un contenuto che gira intorno all’argomento senza mai rispondere chiaramente diventa difficile da usare.
Uno che risponde in modo diretto, invece, è perfetto per entrare nelle risposte AI.
Non a caso, uno degli errori GEO più comuni è proprio non rispondere a una domanda.
Per comprendere meglio quanto detto fino a questo momento, facciamo un esempio di come erano le cose prima e di come sono adesso.
“La Generative Engine Optimization è una disciplina emergente del digital marketing che sta acquisendo sempre più importanza negli ultimi anni…”
Il contenuto è senza dubbio corretto, ma è anche vago.
“La Generative Engine Optimization serve a rendere i contenuti di un brand comprensibili e citabili dai motori generativi, come ChatGPT o Google SGE, quando un utente pone una domanda.”
L’informazione dei due contenuti è la medesima, ma in questo secondo caso abbiamo:
Siamo onesti: un contenuto chiaro, diretto e scritto in linguaggio naturale piace anche a noi esseri umani, non più obbligati a dover leggere lunghissimi articoli poco chiari e per nulla esplicativi.
“Dobbiamo rifare tutto da capo?”
Niente paura, non vogliamo fare terrorismo psicologico in Made In Magic! Non serve riscrivere da zero il sito, basta cambiare approccio, adeguandosi alle ultime novità. Ecco alcuni consigli su come scrivere contenuti prompt-oriented.
1. Parti da una domanda realePensa a come una persona chiederebbe quella cosa a un chatbot:
La risposta principale dovrebbe arrivare nei primi paragrafi. L’approfondimento viene dopo.
L'utente si irrita se non trova la risposta che cerca fin dall'inizio e noi non vogliamo irritare nessuno! 😉
Frasi naturali, spiegazioni semplici, esempi concreti. È così che le AI capiscono meglio.
Correttezza grammaticale e sintattica sono essenziali, così come il linguaggio naturale che tutti usiamo ogni giorno.
Una risposta senza contesto è fragile. Collegare concetti affini rafforza la qualità semantica del contenuto.
Rispondere bene alle domande non serve solo alle AI. Serve anche a costruire fiducia.
Un brand che risponde con chiarezza viene percepito come competente, riduce le ambiguità e diventa una fonte riconoscibile.
Ed è proprio questa riconoscibilità che i motori generativi premiano quando scelgono le fonti da citare.
Il prompt-oriented content non è una tecnica di moda.
È l’evoluzione naturale di una comunicazione orientata alle persone.
In Made in Magic lavoriamo sui contenuti partendo sempre dalle domande, perché è lì che nasce il valore, per chi legge e per chi genera le risposte.
Nell’era dei motori generativi,
i contenuti migliori non sono quelli che parlano di più,
ma quelli che rispondono meglio.
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