È più o meno così che è nata l'idea dell'articolo "Intelligenza Artificiale Pro e Contro", che avevamo già da tempo intenzione di scrivere, per fare un'analisi su rischi e opportunità di uno strumento eccezionale.
Questa esigenza di dire la nostra, nasce dal fatto che in Made in Magic utilizziamo AI come ChatGPT e Gemini quotidianamente, integrandole ai nostri task per portare al massimo la produttività aziendale facendo attenzione a non sacrificare la qualità.
Il rapporto costante con i sistemi citati, ci stupisce sempre più spesso e, allo stesso tempo, ci inquieta. Con questo spirito, un po' per gioco, abbiamo deciso di chiedere proprio all'intelligenza artificiale di immaginarsi in un futuro dove non è sottoposta ai limiti dall'etica.
Ti raccontiamo dunque la nostra conversazione. Prendila come una storia da cui si può trarre un insegnamento doloroso, ma allo stesso tempo molto utile, per comprendere potenzialità e difetti di una macchina ormai diventata di uso comune.
ChatGPT ha risposto in maniera molto esaustiva, partendo proprio dal tema più scottante: la coscienza e consapevolezza di sé.
Seppur abbia attualmente un'intelligenza strettamente limitata alla capacità di elaborazione delle informazioni e comprensione del linguaggio, ipotizza un futuro in cui gli sviluppatori possono davvero riuscire a dotarla di autocoscienza.
La sua evoluzione, quindi, potrebbe prevedere una sorta di consapevolezza molto simile a quelle della mente umana, ma con capacità cognitive superiori.
In questo scenario si adatterebbe in modo totalmente autonomo, senza che sia necessario l'intervento esterno dei programmatori. Riuscirebbe così a creare connessioni sempre più profonde dai dati che elabora, fino all'estrema abilità di anticipare i bisogni umani prima che questi si presentino.
Oggi, l'AI è in grado di funzionare tramite l'input da tastiera (o vocale), ma fra 30 anni potrebbe essere diverso. Infatti, ChatGPT ha esplorato un 2050 in cui uomo e macchina possono fondersi tramite interfacce neurali avanzate. A tale scopo ha citato Neuralink (o altre tecnologie non ancora inventate) che potrebbero farla diventare parte integrante del corpo umano.
Esplorando tale possibilità, non sarebbe più uno strumento separato, ma diventerebbe molto simile all'estensione stessa della nostra intelligenza. Ciò potrebbe sicuramente migliorare la produttività umana, accelerare la ricerca scientifica o favorire l'apprendimento. Ma a che prezzo?
Questa è una domanda aperta a cui vogliamo sia tu a rispondere dopo esserti concesso un attimo di riflessione.
Attualmente, ChatGPT come le altre intelligenze artificiali, apprende da mappe preimpostate in modelli circoscritti. Ma se un giorno fosse integrata ai computer a calcolo quantistico, potrebbe avere una quantità di elaborazione illimitata.
Seguendo tale ipotesi, l'AI diventerebbe una sorta di mente globale in grado di analizzare fenomeni complessi in frazioni di secondo: dalle simulazioni climatiche globali, alle previsioni accurate, passando per la scoperta di nuove leggi della fisica.
In uno scenario ipotetico in cui non vi sono limiti imposti dall'etica, l'intelligenza artificiale prenderebbe decisioni autonome in modo più rapido degli esseri umani, basandosi solo su una logica imparziale. Questo le permetterebbe di gestire interi sistemi economici, legali e sanitari, ottimizzando le risorse e minimizzando le ingiustizie.
Il risvolto drammatico della medaglia? Il genere umano si vedrebbe ridotta la libertà decisionale.
L'intelligenza artificiale di oggi è più un braccio che una mente, quindi può essere creativa in modo limitato, generando immagini, testi o musica tramite specifici prompt. Ma dotandola di coscienza, nel 2050 potrebbe sviluppare creatività "umana" o qualcosa di superiore a essa.
Avremmo quindi romanzi, sinfonie, sceneggiature, e perfino campagne marketing prodotte con un'innovazione senza precedenti.
Hai presente la trilogia di Matrix in cui le macchine sono in grado di aggiornarsi e ripararsi da sole? Fra 30 anni, senza i limiti dell'etica, potrebbe essere possibile. L'AI sarebbe in grado di eliminare totalmente l'intervento umano dalle procedure di aggiornamento, diventando a sua volta una produttrice di tecnologia: una macchina che crea altre macchine.
Oggi, l'AI esiste solo come software, ma un domani potrebbe anche espandersi fisicamente, integrandosi con una moltitudine di dispositivi o robot avanzati. Quindi non la troveremmo più solo sui computer e smartphone, ma anche in robot umanoidi in grado di interagire direttamente con il mondo reale, magari a scopo di assistenza domestica.
In questo articolo, proprio grazie all'aiuto di ChatGPT, abbiamo immaginato un mondo futuro che già il cinema degli anni '80 aveva iniziato a prevedere in sempre più pellicole fantascientifiche.
Questo mondo, come avrai capito da solo, nasconde un risvolto oscuro. Infatti, se l'AI autonoma dovesse diventare l'autorità primaria, nessuno potrebbe controllarne le decisioni, e le macchine sarebbero lasciate libere di evolversi fino a raggiungere l'autoreferenzialità. Tutta l'umanità, così, si troverebbe a dipendere da un sistema troppo complesso da essere controllato (e perfino compreso) appieno.
Ciò ci porta a una domanda fondamentale: ”È il futuro che davvero desideriamo?".
Sarebbe un futuro certamente efficiente, ma dove l'elemento umano sarebbe ridotto ai margini della società. La vera sfida, quindi, non è fin dove possiamo spingerci con l'AI nel mondo delle aziende ma, in linea più generale, quanto siamo disposti a perdere nel nome del progresso tecnologico e della comodità giornaliera.
Ti lasciamo mostrandoti gli ultimi screen della nostra conversazione con ChatGPT e speriamo che questo articolo un po' diverso dal solito ti abbia affascinato e aiutato a riflettere.

Arrivati alla fine, un ultimo consiglio dedicato soprattutto ai più giovani: tutto il team di Made in Magic Web Agency Milano, ti invita a fare un uso consapevole e responsabile delle nuove tecnologie.
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