In Made In Magic, web agency Milano, parliamo sempre dei loghi professionali e dei loghi aziendali che realizziamo per i nostri Clienti, ma non ci siamo mai soffermati su come scegliere un font per il logo. Nei nostri articoli di portfolio di realizzazioni grafiche, specifichiamo spesso che la scelta del font è ugualmente importante alla scelta dei colori e dello stile complessivo del logo, ma non siamo mai andati oltre. Oggi vogliamo rimediare!
Iniziamo subito con una domanda che ti starai di certo facendo: perché la scelta del font in un logo è così importante? La sua importanza è strettamente collegata al valore che ogni persona associa ad uno specifico font e all'impatto visivo che un font ha sul pubblico. Non è un caso se i film horror presentano sempre font abbastanza simili tra loro: è sufficiente un'occhiata per capire che quel film non sarà incentrato su una storia d'amore!
Questo è il potere, la forza e anche il problema dei font. Non serve essere esperti in grafica per capire che i font hanno una grande valenza comunicativa e che se si sbaglia la scelta font, si rischia di confondere il proprio pubblico di riferimento.
Noi di Made In Magic, agenzia grafica Milano, concordiamo sul fatto che si debbano scegliere sempre font belli, accattivanti e che piacciano al Cliente, ma non possiamo dimenticare le basi sulle quali si deve scegliere un font, cioè:
Legibility: si tratta essenzialmente il livello di leggibilità del carattere, quanto risulta chiaro, ossia quanto riusciamo a distinguere le singole lettere che compongono una parola. La legibility ha a che fare con la semplice struttura del carattere, cioè con le caratteristiche del font. Un font calligrafico, per esempio, risulta molto meno leggibile in un testo lungo rispetto a un font più pulito. Discorso diverso se si tratta di un font con le grazie utilizzato in titoli o testi brevi. Sia ben chiaro, si tratta di valutazioni meramente oggettive (basate su caratteristiche come lo spessore del carattere, la presenza di grazie, l'interlinea e altro) che vanno oltre i gusti personali;Fermiamoci un momento e facciamo un piccolo passo indietro: cosa intendiamo per "grazie" e font con le grazie?
I font con le grazie, chiamati anche "Serif", sono quei caratteri che, alle estremità, presentano dei piccoli ornamenti, delle linee aggiuntive il cui unico compito è quello di rendere il font più elegante, classico e, appunto, aggraziato. Il problema è che questi ornamenti, se eccessivi, vanno a peggiorare la leggibilità del font stesso, soprattutto in presenza di testi lunghi.
Al lato opposto, invece, troviamo i font senza grazie, chiamati anche "Sans Serif" o font a bastoni. Si tratta di caratteri molto semplici e completamente privi degli ornamenti precedentemente citati. I font a bastoni si riconoscono per le loro linee rette, per gli angoli netti e una generale sensazione di pulizia e chiarezza. Inutile dire che questa famiglia di font è quella che colleziona un più alto livello di leggibilità.
La prossima volta che aprirai in un file di testo e vedrai scritto nei font "Serif" o "Sans Serif", saprai già cosa aspettarti!
A dirla tutta, esiste anche una terza classificazione dei font. Si tratta del font script, cioè di quei font calligrafici che imitano la scrittura manuale e che, quindi, si presentano con linee sinuose. Questa tipologia di font è quella meno leggibile e, per quanto affascinanti, sono anche quelli che devono essere utilizzati il meno possibile, o in occasioni particolari, come per esempio nei titoli di locandine, film e biglietti speciali.
Quando in Made In Magic, web agency Milano, progettiamo loghi, offriamo sempre ai nostri Clienti una piccola selezione di font che meglio si abbinano allo stile del logo, al pittogramma e al messaggio che si desidera veicolare. Come eseguiamo questa selezione? Ci basiamo su diversi aspetti.
Per prima cosa dobbiamo sempre tenere in mente il messaggio che il nostro Cliente desidera comunicare. I font hanno un enorme potere comunicativo che deve essere gestito al meglio. Alcuni font, inoltre, si prestano ad alcuni utilizzi e ad alcuni ambiti di business e sarebbe erroneo non considerare questo aspetto, perché vorrebbe dire ingannare il pubblico di riferimento.
Quando abbiamo progettato il logo per la scuola dell'infanzia di Pero, abbiamo deciso fin da subito di scegliere font rotondi, delicati, giocosi e divertenti, perché la scuola materna non è solo luogo di apprendimento, ma anche di divertimento e socializzazione. Un carattere più istituzionale sarebbe stato un errore, perché avrebbe veicolato un messaggio troppo serio e lontano dalla realtà del nostro Cliente.
Ebbene sì, anche l'occhio vuole la sua parte! Al mondo esistono tantissimi font ed è pressoché impossibile non trovare un font a bastoni o con le grazie che ti piaccia. Alcuni magari sono troppo spigolosi, altri troppo sottili, altri ancora troppo freddi e distaccati, ma credici che esiste sempre un font che cattura la tua attenzione.
In questo caso si va un po' per tentativi, ma se il Cliente ci indica chiaramente come desidera il font, sappiamo cosa proporre, mantenendo un elevato livello di leggibilità.
Non ci stancheremo mai di dirlo: un font deve essere facilmente leggibile, deve essere chiaro anche in dimensioni ridotte. Se così non fosse, che senso avrebbe creare un logo se nessuno lo comprende?
Quando si progetta un logo si deve sempre fare una prova, ovvero ridurre le dimensioni del carattere per vedere se la leggibilità rimane: se così non fosse, dovremmo cambiare subito il font.
Le combinazioni di font sono ammesse? Ovviamente sì, ma è bene prestare attenzione: non proprio tutto è consentito. Nei loghi, oltre al nome dell'azienda, spesso troviamo scritte aggiuntive, come il pay-off, e queste scritte possono essere realizzate con uno stile diverso che, però, deve combinarsi alla perfezione con il font selezionato per il nome aziendale.
Nel mondo della grafica esistono combinazioni di font Serif e Sans Serif particolarmente diffuse, amate e apprezzate, proprio per la capacità dei due font di amalgamarsi alla perfezione e completarsi a vicenda. Se si vuole puntare a questa combinazione, di solito si predilige un font Serif per il nome del brand, mentre per il pay-off che è più piccolo si utilizza un Sans Serif. Questo non sempre accade ed è in quei casi che si crea un conflitto visivo: ed ecco che abbiamo un problema!
Per andare sul sicuro, sarebbe meglio utilizzare font che appartengono alla stessa famiglia. Per famiglia intendiamo quei font che al loro interno includono una serie di varianti che vanno a modificare lo spessore, le dimensioni e altri aspetti, pur rimanendo sempre all'interno del medesimo gruppo.
La sperimentazione e l'innovazione devono essere sempre presenti, soprattutto lungo il percorso creativo, ma devono essere viste come un modo per giungere a un logo intrigante, comunicativo e bello esteticamente, non un mix poco chiaro di font selezionato con il solo e unico scopo di "fare qualcosa di diverso".
Come avrai capito, la scelta di un font non è casuale e non peschiamo semplicemente un font in mezzo a tanti, ma ci ragioniamo, facciamo prove ed esperimenti. Al Cliente proponiamo solo le migliori soluzioni e i feedback sono sempre graditi.
Ecco cosa si nasconde dietro la progettazione logo aziendale ed ecco come delle creative lavorano instancabilmente per offrirti un logo professionale, altamente comunicativo e rappresentativo non solo della tua azienda, ma anche dei tuoi Valori.
Ti abbiamo incuriosito? Bene! Adesso non devi far altro che contattarci e fissare un appuntamento per un preventivo gratuito!
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